#IPOCONDRIA

L’ipocondria (o Disturbo d’Ansia per le malattie) è un disagio legato all’idea o alla paura di avere una malattia grave/mortale nonostante un’accurata valutazione medica escluda quanto temuto.

Secondo l’ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5, 2013) nelle persone che soffrono di questo disturbo si riscontrano:  

  • un’eccessiva paura di contrarre o convinzione di avere una grave malattia;
  • i sintomi fisici lamentati generalmente non sono presenti o, se presenti, sono di un’entità tale che non giustifica l’eccessiva preoccupazione;
  • se effettivamente è presente il rischio di sviluppare una malattia, la preoccupazione risulta comunque chiaramente eccessiva o sproporzionata;
  • è presente un elevato livello di ansia riguardante la salute e una tendenza ad allarmarsi facilmente per il proprio stato di salute;
  • le persone mette in atto comportamenti eccessivi riguardanti la salute (per esempio, attuano ripetuti controlli sul proprio corpo cercando segni di malattia, ecc.) oppure presentano comportamenti di evitamento che risultano disadattivi per la vita della persona (per esempio, evitano gli appuntamenti dal medico, ecc.);
  • è necessario che la preoccupazione per la malattia sia presente da almeno 6 mesi (nell’arco di tempo in cui è possibile che le persone cambino la patologia temuta);

Secondo il modello cognitivo dell’Ipocondria (Wells, 1997) la sua caratteristica principale è la credenza, basata sull'interpretazione erronea di segni o sintomi fisici, di avere o stare per sviluppare una grave patologia, senza che un’accurata valutazione medica supporti questa preoccupazione.

Diversi studi hanno messo in evidenza che generalmente il disturbo inizia a manifestarsi a seguito di un “evento critico” riguardante il tema salute (che può essere ad esempio la morte di una persona cara, l’esposizione a notizie relative a patologie mediche, l’insorgenza di sintomi somatici non previsti ecc.) in cui le persone hanno sperimentato paura, e a seguito del quale iniziano a sviluppare pensieri erronei relativi al tema del benessere. Conseguentemente tendono a concentrare la loro attenzione su segni del corpo che vengono considerati come sintomi/indicatori della grave malattia temuta. Costantemente alla ricerca della “grave malattia”, verso la quale si vedono deboli ed incapaci di influire su di essa, queste persone sembrano “mettere a fuoco” solo le informazioni che confermano l’idea di malattia ignorando tutto ciò che invece evidenzia lo stato di buona salute nel quale si trovano. È per questo che si sottopongono a ripetuti controlli medici, che al pari di altre forme di rassicurazione, a nulla servono se non ad alimentare la sofferenza.

Le linee guida per il trattamento di questo disturbo indicano l’intervento psicoterapeutico e che in alcuni casi più gravi può essere combinato a quello farmacologico (sostanzialmente finalizzato alla stabilizzazione dello stato ansioso).

 

Il trattamento cognitivo-comportamentale dell’Ipocondria, coerentemente con il modello cognitivo del disturbo, è finalizzato a modificare i pensieri erronei, interrompere i circoli viziosi che alimentano l’eccessiva preoccupazione per la salute e alla costruzione di una visione di sé in relazione a possibili malattie alternativa a quella di debole e vulnerabile alle malattie.